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Archivio > 2006
Operetta in tre atti di Johann Strauss jr. (1825-1899) libretto di F. Zell (Camillo Walzell) e Richard Genèe e Marisha.
Revisione critica a cura di Anna Flores e Roberto Ferrari Melega (2006)
Interpreti:
Herzog Duca di Urbino - Tenore - Roberto Ferrari Melega
Annina - Soprano - Anna Flores
Caramello Barbiere del Duca - Tenore - Emiliano Tozzi
Pappacoda - Baritono - Tiziano Alberghini
Ciboletta - Soprano - Alessandra Benedetti
Barbara, moglie del senatore Delacqua - Soubrette - Tiziana Andreoli
Enrico Piselli - Tenore - Manfredo Meneghetti
Agricola Moglie di Silviuccio - Basso - Andrea Laurenti
Costanza Moglie di Romanuccio - Soprano - Rita Belenghi
Ballerini solisti Lia Buratto e Matteo Fini
Bartolomeo Delacqua – Senator - Attore-cantante - Francesco Alfieri
Romanuccio Barbuccio – Senator - Attore - Fabrizio Bergamini
Silviuccio Testaccio – Senator - Attore - Cristian Venturi
Centurio, Peppino - Attore - Luciano Bianchi
Direttore Orchestra - Aldo Salvagno
Regia - Roberto Ferrari Melega
Il coro di Scena Musicale diretto da Pier Luigi Piazzi :
Tenori : Fabrizio Bergamini, Giovanni Bernava, Manfredo Meneghetti, Emiliano Tozzi.
Bassi : Andrea Laurenti, Alex Righi.
Soprani : Rita Belenghi, Stefania Ciccarese, Carmen Dicembre, Mariangela Onofri.
Contralti : Monia Bondi, Nadia Costa.
Divertente presa in giro di Strauss sugli stereotipi italiani
Una notte a Venezia a ritmo di valzer
di Romano Bigi
( dalla rivista "Gli Amici della Musica" numero di Gennaio 2007 )
BUDRIO (Bo) - È diventata consuetudine, per festeggiare la fine e l’inizio dell’anno unire ai festeggiamenti di rito la musica. La notte del 31 dicembre e il pomeriggio del primo gennaio a Budrio è andata in scena l’operetta Eine nacht in Venedig di Johann Strauss nella versione italiana, Una notte a Venezia. Tipica operetta viennese, intrisa di valzer e divertimento. Nella trama vengono messi simpaticamente in risalto gli aspetti più comuni dello "stile italiano" visto dall’estero: il cuoco napoletano Pappacoda che parla solo di spaghetti; il barbiere Caramello, una sorta di Figaro; il Duca donnaiolo che alla fine dell’opera nel "Valzer della Laguna" accenna alcuni passaggi de "La donna è mobile" ricordando chiaramente il Duca di Mantova del Rigoletto di Verdi; il vecchio senatore Delacqua con una consorte giovanissima che si distrae con il bel nipotino, Enrico Piselli, che ci porta in qualche modo alle scene del Don Pasquale di Donizetti, il tutto amalgamato con le bellissime melodie di Strauss.
Ne esce un’operetta fresca e piacevole. Se a questo aggiungiamo un cast splendido e un teatro tutto esaurito, la serata non può essere che positiva; dal bravissimo Tiziano Alberghini, nel ruolo di Pappacoda, esilarante in scena, e dotato di una bellissima voce baritonale, la sua esecuzione è risultata misurata ed intelligente, al suo fianco Alessandra Benedetti in Ciboletta, soprano in continua crescita che ha ricevuto ovazioni prolungate e richieste di bis, al termine di "Voci di Primavera", nella versione cantata, Caramello è stato Emiliano Tozzi, che ha dimostrato una buona maturità tecnica e vocale nel sostenere un ruolo così impegnativo, deve curare un po’ di più l’aspetto scenico per non perdersi in atteggiamenti troppo caricati e stucchevoli. I panni di Annina, erano vestiti da Anna Flores, con maestria e professionalità: è stata frizzante e briosa, dimostrando che ancora una volta capacità da primadonna sia vocalmente che scenicamente, il Duca di Urbino è stato interpretato dal tenore Roberto Ferrari Melega il quale con una disinvoltura unica, ha aperto il secondo atto cantando sdraiato seminudo in una vasca da bagno coperto solo di schiuma, dimostrando una verve e una simpatia uniche, ricordiamo che quest’artista alcuni mesi fa ha cantato Otello di Verdi ottenendo un ottimo successo, e che la sua possanza fisica non è certamente quella di un atleta da olimpiadi, ma la sua voglia di divertirsi e di divertire ha contagiato tutti gli ascoltatori a tal punto da ammaliare e farsi apprezzare non solo per la sua bella voce. Bravi, Barbara interpretata Tiziana Andreoli, e Andrea Laurenti, basso impegnato nel ruolo en travesti di Agricola, Luciano Bianchi nei ruoli di Centurio e Peppino, Cristian Venturi e Fabrizio Bergamini nei ruoli dei senatori. A Enrico Piselli ha dato voce Manfredo Meneghetti, giovanissimo tenore di belle speranze, vedremo se nel tempo riuscirà a trovare più sicurezza e controllo vocale. Il Delacqua di Francesco Alfieri è stato spettacolare, l’artista è dotato di una comicità misurata espressa con una naturalezza ineccepibile. Una nota di merito ai ballerini classici Lia Buratto e Matteo Fini, splendidi, eleganti, perfetti! Aldo Salvagno direttore d’orchestra è stato un perfetto legame tra buca e palco, delineando una lettura dell’opera attenta e misurata, cercando una serie di colori e sfumature pertinenti e appropriate. Bravo il Coro diretto da Pier Luigi Piazzi come belle le scene di Veronica Boccolari e i costumi di Scena Musicale. La regia è stata curata egregiamente da Roberto Ferrari, dando allo spettacolo fluidità, leggerezza.